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AVVERTENZE
Sono stati segnalati difetti del campo visivo (DCV) con elevata prevalenza in pazienti trattati con vigabatrin (circa 1/3 dei pazienti). Lefrequenze riscontrate in uno studio clinico aperto sono presentate nelparagrafo 4.8. L'insorgenza si verifica generalmente dopo un periodoche varia da mesi ad anni di terapia con vigabatrin. Il grado di restringimento del campo visivo puo' essere severo, il che puo' avere conseguenze pratiche per il paziente. Vigabatrin puo' causare una perdita permanente della vista. La maggior parte dei pazienti con anomalie perimetriche accertate non mostrava sintomi. Pertanto, questo effetto indesiderato puo' essere rilevato in maniera attendibile solo mediante perimetria sistematica, che di solito e' possibile solo in pazienti in eta' evolutiva superiore a 9 anni. Per i pazienti piu' giovani si deve ricorrere all'elettroretinografia (vedere Difetti del campo visivo). Idati disponibili fanno ritenere che i difetti del campo visivo siano irreversibili anche dopo l'interruzione del trattamento con vigabatrin.Non puo' essere escluso un peggioramento dei difetti del campo visivodopo l'interruzione del trattamento con il medicinale. Pertanto, vigabatrin deve essere impiegato solo dopo un'accurata valutazione del rapporto beneficio/rischio rispetto alle alternative terapeutiche disponibili. L'uso di vigabatrin non e' raccomandato nei pazienti con difettidel campo visivo pregressi e significativi sotto il profilo clinico.I pazienti devono essere sottoposti a un esame di screening sistematico nel momento in cui viene iniziata la terapia con vigabatrin e a intervalli regolari per diagnosticare difetti del campo visivo. Gli esamidel campo visivo devono continuare a intervalli di 6 mesi per l'interadurata del trattamento. La valutazione deve proseguire anche 6-12 mesi dopo l'interruzione della terapia (vedere Difetti del campo visivo).Difetti del campo visivo (DCV): sulla base dei dati disponibili, il modello abituale e' costituito da un restringimento concentrico del campo visivo di entrambi gli occhi, che generalmente e' piu' marcato a livello nasale che a livello temporale. Nel campo visivo centrale (entro30 gradi di eccentricita'), si osserva spesso un difetto nasale anulare. Tuttavia, i DCV segnalati in pazienti trattati con vigabatrin erano da lievi a severi. I casi severi sono potenzialmente invalidanti. Lamaggior parte dei pazienti con anomalie perimetriche accertate non aveva spontaneamente notato in precedenza alcun sintomo, neppure in casiin cui si osservava un difetto severo alla perimetria. Le prove disponibili fanno ritenere che i DCV siano irreversibili anche dopo l'interruzione di vigabatrin. Non puo' essere escluso un peggioramento dei DCV dopo l'interruzione del trattamento. I dati complessivi acquisiti mediante indagini di prevalenza fanno ritenere che fino a 1/3 dei pazienti trattati con vigabatrin presenti DCV. I pazienti di sesso maschilepossono essere esposti a un rischio maggiore rispetto ai pazienti di sesso femminile. Le frequenze riscontrate in uno studio clinico apertosono presentate nel paragrafo 4.8. In questo studio e' stata evidenziata una possibile associazione tra il rischio di difetti del campo visivo e l'esposizione prolungata a vigabatrin, sia in termini di dose giornaliera (da 1 g a piu' di 3 g) sia in termini di durata del trattamento (massimo durante i primi tre anni). Tutti i pazienti devono esseresottoposti a consulto oftalmologico prima o subito dopo l'inizio del trattamento con vigabatrin. La perimetria e' raramente possibile in bambini in eta' evolutiva inferiore a 9 anni. I rischi del trattamento devono essere ponderati accuratamente rispetto a un possibile beneficioterapeutico nei bambini. Attualmente non esiste alcun metodo affermatoper diagnosticare o escludere difetti del campo visivo in bambini incui non si possa eseguire una perimetria standardizzata. In questa popolazione la frequenza e la gravita' sono state caratterizzate solo indirettamente dalla presenza di anomalie dell'elettroretinogramma o delpotenziale evocato visivo. L'elettroretinogramma e' raccomandato nei lattanti e nei bambini che non sono in grado di collaborare durante l'esame perimetrico. Sulla base dei dati disponibili, il primo potenzialeoscillatorio e le risposte di flicker a 30 Hz dell'elettroretinogramma sembrano correlati a un difetto del campo visivo associato a vigabatrin. Queste risposte sono ritardate e ridotte al di la' dei limiti normali. Queste alterazioni non sono state osservate in pazienti trattaticon vigabatrin senza DCV. I genitori e/o gli operatori sanitari devono ricevere una descrizione dettagliata della frequenza e delle implicazioni dello sviluppo di DCV durante il trattamento con vigabatrin. I DCV possono non essere diagnosticati fino a quando non diventano severie i difetti moderati non diagnosticati possono compromettere l'integrita' del bambino. Pertanto, e' necessaria una valutazione della vistaal basale (non oltre 4 settimane dopo l'inizio del trattamento) e almeno ogni 6 mesi durante la terapia. La valutazione deve proseguire anche 6-12 mesi dopo l'interruzione della terapia. I dati disponibili fanno ritenere che i difetti del campo visivo siano irreversibili. Se si osserva un restringimento del campo visivo durante il follow-up, occorre prendere in considerazione un'interruzione graduale di vigabatrin. Se si decide di continuare il trattamento, occorre prendere in considerazione un follow-up piu' frequente (perimetria) al fine di rilevare laprogressione del difetto o la presenza di difetti suscettibili di compromettere la vista del paziente. Vigabatrin non deve essere utilizzato in associazione con altri medicinali retinotossici. Condizioni neurologiche e psichiatriche: alla luce dei risultati degli studi sulla sicurezza negli animali (vedere paragrafo 5.3), si raccomanda di tenere sotto stretta osservazione i pazienti trattati con vigabatrin per accertare eventuali reazioni avverse sulla funzione neurologica. Nelle prime fasi del trattamento con vigabatrin sono stati descritti rari casi di sintomi di encefalopatia, come sedazione marcata, stupore e confusione in associazione a un'attivita' aspecifica a onde lente sull'elettroencefalogramma. I fattori di rischio per lo sviluppo di queste reazioni includono una dose iniziale piu' elevata di quella raccomandata, unaumento della dose piu' rapido di quello raccomandato e insufficienzarenale. Questi eventi erano reversibili dopo una riduzione della doseo dopo l'interruzione del trattamento con vigabatrin (vedere paragrafo4.8).
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antiepilettici, derivati degli acidi grassi.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
DENOMINAZIONE
KIGABEQ COMPRESSE SOLUBILI
ECCIPIENTI
Crospovidone di tipo B Mannitolo Sodio stearil fumarato
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse segnalate piu'di frequente in relazione a vigabatrin sono rappresentate da difettidel campo visivo (da lievi a severi, comparsi di solito dopo mesi o anni di terapia con vigabatrin), disturbi psichiatrici quali agitazione,eccitazione, aggressivita', nervosismo, depressione, reazione paranoide, disturbi del sistema nervoso come sedazione marcata, stupore e confusione. Tra gli eventi segnalati raramente figurano tentativi di suicidio, encefalopatia e disturbi retinici. Alcuni pazienti possono avereun aumento della frequenza di crisi convulsive, compreso lo "status epilepticus" (stato epilettico), con vigabatrin. I pazienti con crisi convulsive miocloniche possono essere particolarmente soggetti a questoeffetto. In casi rari possono verificarsi eventi mioclonici a nuovo esordio o esacerbazione di quelli esistenti. Le reazioni avverse elencate sotto sono state segnalate durante l'uso precedente e successivo all'approvazione di vigabatrin in tutto il mondo. Non sono specifiche per la popolazione pediatrica. Di seguito vengono elencati gli effetti indesiderati classificati secondo la loro frequenza, usando la seguenteconvenzione: Molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100 fino a < 1/10),non comune (>= 1/1 000 fino a < 1/100), raro ( >= 1/10 000 fino a < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000), non noto (impossibile da stimare inbase ai dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: anemia. Disturbi psichiatrici. Comune: agitazione, aggressività,nervosismo, depressione, reazioni paranoidi; non comune: ipomania, mania, disturbi psicotici; raro: tentato suicidio; molto raro: allucinazioni. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: sonnolenza; comune:disturbo dell'eloquio, cefalea, capogiro, parestesia, alterazione dell'attenzione e compromissione della memoria, deterioramento mentale (disturbi del pensiero), tremore; non comune: coordinazione anormale (atassia); raro: encefalopatia; molto raro: neurite ottica; non noto: anomalie nella risonanza magnetica cerebrale, disturbi del movimento, tracui distonia, discinesia e ipertonia, da soli o in associazione con anomalie nella risonanza magnetica. Disturbi dell'occhio. Molto comune:difetti del campo visivo; comune: visione offuscata, diplopia, nistagmo; raro: disturbo retinico (ad es. Atrofia periferica della retina); molto raro: atrofia ottica. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito, dolore addominale. Patologie epatobiliari. Molto raro: epatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: eruzione cutanea; raro: angioedema, orticaria. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: artralgia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: stanchezza; comune: edema, irritabilità. Esami diagnostici. Comune: peso aumentato. Difetti del campo visivo: l'epidemiologia dei DCS con epilessia parziale refrattaria e' stata esaminata in uno studio osservazionale di fase IV, aperto, multicentrico, comparativo, pergruppi paralleli, cui hanno partecipato 734 pazienti di almeno 8 annidi eta', con epilessia parziale refrattaria da almeno un anno. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi di trattamento: pazienti in trattamento con vigabatrin (gruppo I), pazienti precedentemente espostia vigabatrin (gruppo II) e pazienti mai esposti a vigabatrin (gruppo III). Di seguito si presentano le principali evidenze emerse all'inclusione e la prima e ultima delle valutazioni conclusive nella popolazione valutabile (n=524). INSERIRE TABELLA ^1 Durata mediana del trattamento: 44,4 mesi, dose media giornaliera 1,48 g ^2 Durata mediana del trattamento: 20,6 mesi, dose media giornaliera 1,39 g ^3 Durata mediana del trattamento: 48,8 mesi, dose media giornaliera 2,10 g ^4 Durata mediana del trattamento: 23,0 mesi, dose media giornaliera 2,18 g. Descrizione di reazioni avverse selezionate: durante la terapia con vigabatrin sono state segnalate reazioni psichiatriche, manifestatesi in pazienti con e senza anamnesi psichiatrica e risultate, di solito, reversibili con la riduzione o l'interruzione graduale del trattamento con vigabatrin (vedere paragrafo 4.4). La depressione era una reazione psichiatrica comune negli studi clinici, ma raramente e' stata necessaria lasospensione di vigabatrin. Nelle prime fasi del trattamento con vigabatrin sono stati descritti rari casi di sintomi di encefalopatia, comesedazione marcata, stupore e confusione in associazione a un'attivita' aspecifica a onde lente sull'elettroencefalogramma. Queste reazionierano completamente reversibili dopo una riduzione della dose o dopo la sospensione di vigabatrin (vedere paragrafo 4.4). I dati di laboratorio indicano che il trattamento con vigabatrin non determina tossicita' renale. Sono state osservate riduzioni dei valori di ALT e AST, chesono considerate il risultato dell'inibizione di queste aminotransferasi da parte di vigabatrin. Il trattamento cronico con vigabatrin puo'essere associato a una lieve diminuzione del livello di emoglobina cheraramente raggiunge una rilevanza clinica. In alcuni lattanti trattati con vigabatrin per spasmi infantili sono state osservate anomalie asintomatiche e transitorie nella risonanza magnetica cerebrale. La rilevanza clinica di tali anomalie nella risonanza magnetica non e' nota.Poiche' non si raccomanda la sorveglianza di routine con risonanza magnetica nella popolazione pediatrica, la frequenza delle anomalie nellarisonanza magnetica non puo' essere stimata in maniera attendibile sulla base dei dati disponibili. Disturbi del movimento, isolati o associati ad anomalie nella risonanza magnetica, sono stati osservati in pazienti trattati con vigabatrin per spasmi infantili, ma la loro frequenza non e' nota. Popolazione pediatrica. Disturbi psichiatrici. Moltocomuni: eccitazione, agitazione. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell' allegato V.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: questo medicinale non e' destinato all'uso delle donne ineta' fertile. Allattamento: questo medicinale non e' destinato all'usodelle donne che allattano. Fertilita': gli studi sulla fertilita' neiratti non hanno evidenziato effetti sulla fertilita' maschile e femminile (vedere paragrafo 5.3).
INDICAZIONI
Kigabeq e' indicato nei lattanti e nei bambini da 1 mese di vita finoa 7 anni di eta' per: il trattamento in monoterapia degli spasmi infantili (sindrome di West); il trattamento in associazione con altri medicinali antiepilettici di pazienti con epilessia parziale resistente (crisi a esordio focale) con o senza generalizzazione secondaria, ossiaquando tutte le altre associazioni di medicinali appropriate si sono rivelate inadeguate o non sono state tollerate.
INTERAZIONI
Sono stati effettuati studi d'interazione solo negli adulti. Dato chevigabatrin non viene metabolizzato, non si lega alle proteine e non e'un induttore degli enzimi epatici del citocromo P450 che metabolizzano i medicinali, e' improbabile che vi siano interazioni con altri medicinali. Tuttavia, durante studi clinici controllati, e' stata osservata una graduale riduzione del 16-33% delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina. La natura esatta di questa interazione non e' attualmentechiara; tuttavia, nella maggior parte dei casi, e' improbabile che abbia rilevanza terapeutica. Anche le concentrazioni plasmatiche di carbamazepina, fenobarbital e valproato di sodio sono state monitorate durante studi clinici controllati e non e' stata riscontrata alcuna interazione clinicamente significativa.
POSOLOGIA
Il trattamento con vigabatrin puo' essere iniziato esclusivamente da uno specialista in epilettologia, neurologia o neurologia pediatrica. Il follow-up deve essere predisposto sotto la supervisione di uno specialista in epilettologia, neurologia o neurologia pediatrica. Posologia. Monoterapia per gli spasmi infantili (sindrome di West): la dose iniziale raccomandata e' di 50 mg/kg/die. Le dosi successive possono essere titolate con incrementi di 25 mg/kg/die ogni tre giorni fino alla dose massima raccomandata di 150 mg/kg/die. Numero di compresse solubili in base al peso corporeo, dose iniziale e incremento di dose negli spasmi infantili. Peso corporeo: 3 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 0,5 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 1,0 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 1,5 x compressa 100 mg al mattino; dose iniziale di50 mg/kg/die: 1 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la primafase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 1,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 1,5 x compressa 100 mg la sera. Peso corporeo: 4 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 1 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzogiorno): 1,5 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 2 x compressa100 mg al mattino; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 1 x compressa 100 mgla sera; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 1,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per laseconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 2 x compressa 100 mg la sera. Peso corporeo: 5 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 1 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la prima fase dititolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 1,5 x compressa 100 mg almattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 2,5 x compressa 100 mg al mattino; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 1,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 2 x compressa100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100mg/kg/die) (sesto giorno): 2,5 x compressa 100 mg la sera. Peso corporeo: 6 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 1,5 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 2 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 3 x compressa 100 mg al mattino; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 1,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 2,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 3 x compressa 100 mg la sera. Peso corporeo: 7 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 1,5 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 2,5 x compressa 100mg al mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 3,5 x compressa 100 mg al mattino; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 2 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte perla prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 2,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione(100 mg/kg/die) (sesto giorno): 3,5 x compressa 100 mg la sera. Pesocorporeo: 8 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 2 x compressa 100 mg almattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 3 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 4 x compressa 100 mg al mattino; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 2 x compressa100 mg la sera; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 3 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 4 x compressa 100 mg la sera. Peso corporeo: 9 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 2 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 3,5 x compressa 100 mgal mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 4,5 x compressa 100 mg al mattino; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 2,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte perla prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 3,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione(100 mg/kg/die) (sesto giorno): 4,5 x compressa 100 mg la sera. Pesocorporeo: 10 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die: 0,5 x compressa 500 mgal mattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 0,5 x compressa 500 mg al mattino; dosi proposteper la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 1 xcompressa 500 mg al mattino; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 0,5 x compressa 500 mg la sera; dosi proposte per la prima fase di titolazione(75 mg/kg/die) (terzo giorno): 1 x compressa 500 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 1 x compressa 500 mg la sera. Peso corporeo: 11 kg. Dose iniziale di50 mg/kg/die: 2,5 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per laprima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 4 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione(100 mg/kg/die) (sesto giorno): 1 x compressa 500 mg al mattino; doseiniziale di 50 mg/kg/die: 3 x compressa 100 mg la sera; dosi proposteper la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 4 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 1 x compressa 500 mg e 1 x compressa 100 mg la sera. Peso corporeo: 12 kg. Dose iniziale di 50 mg/kg/die:3 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 4,5 x compressa 100 mg al mattino; dosi proposte per la seconda fase di titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): 1 x compressa 500 mg e 1 x compressa 100 mg al mattino 1; dose iniziale di 50 mg/kg/die: 3 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la prima fase di titolazione (75 mg/kg/die) (terzo giorno): 4,5 x compressa 100 mg la sera; dosi proposte per la seconda fasedi titolazione (100 mg/kg/die) (sesto giorno): x compressa 500 mg e 1x compressa 100 mg la sera.
PRINCIPI ATTIVI
Kigabeq 100 mg compresse solubili: ogni compressa solubile contiene 100 mg di vigabatrin. Kigabeq 500 mg compresse solubili: ogni compressasolubile contiene 500 mg di vigabatrin. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

  • Ritiro presso Farmacia Imperia Spedizione Gratuita
  • Corriere Europa è prevista una Spesa di € 5,00  per ordini inferiori a € 80,00.
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